domenica 30 dicembre 2012

Quando i pirati sono buoni

Eccoci di nuovo sul blog...tralasciamo l'ultima settimana di scuola che è stata un inferno, volevo comunque riempire il blog prima di rientrare: ho un sacco di articoli in sospeso!
Comunque oggi volevo parlarvi di un'associazione che mi è molto a cuore: la Sea Shepherd Conservation Society.

Per chi non ne ha mai sentito parlare, Sea Shepherd è un ente senza scopo di lucro, fondato da Paul Watson (cofondatore di Greenpeace) che si distingue dalle altre associazioni attiviste per la salvaguardia dell'ambiente perchè agisce.

ATTENZIONE NEI PRIMI MINUTI IL VIDEO PUO' RIVELARSI SCIOCCANTE!
 


Per agire intendo che Sea Shepherd ( che si preoccupa della salvaguardia dell'ambiente marino) utilizza i suoi fondi e i suoi volontari per contrastare fisicamente, con le loro navi e le loro forze, i cacciatori di frodo e tutto ciò che minaccia la tranquillità del mare. In pratica impediscono seguendo, anticipando e bloccando
In particolare ultimamente si sta occupando della questione delle isole Fær Øer (a cui dedicherò un post) e delle balene in Giappone.


come aiutare?
A parte le donazioni, che in qualsiasi associazione sono sempre fondamentali, qui trovate qualche idea, qui lo shop, e potete utilizzare i banner che ho fatto e usato per il mio forum, in cui ho condiviso un'iniziativa per passare parola. li trovate qui .Ovviamente l'informazione è la cosa più importante! Connettetevi alle varie pagine italiane per essere sempre aggiornati.

Normalmente appoggio tutte le associazioni che lottano per l'ambiente, ma questa ha veramente tutto il mio supporto. Dedicherò altri post alle sue missioni e aggiornerò questo sui metodi per aiutare.



giovedì 22 novembre 2012

Stirpe Chimerica Vol.1

E dalle lotte passiamo a una vittoria.
Una piccola, grande vittoria che per una pseudonarratrice come me significa molto, e che credo significhi tanto anche per tutti quelli che come me hanno partecipato a questo progetto.

Di cosa sto parlando?

Dell'uscita di Stirpe Chimerica, un'antologia di 22 racconti di autori diversi, che ha come tema centrale l'incontro tra un essere umano e una creatura sovrannaturale.



                                                       copertina a cura di Elisabetta Baldan


L'antologia è nata da un concorso del blog Club Urban Fantasy di Angela Visalli: su oltre 40 racconti in gara, solo 19 sono stati selezionati per partecipare all'antologia, insieme ai testi dei tre giudici.
Ha richiesto mesi di lavoro e finalmente, dal 15 novembre disponibile a prezzi stracciati QUI e presto in altre librerie virtuali.

 
 
L'antologia, a cura di Angela Visalli e Stefano G. Muscolino, con la collaborazione di Michael D. Acciaio, ha richiesto l'impegno di tutti e ha prodotto un ottimo risultato.
Vi invito a leggere tutti gli incipit QUI, e vi elenco altri blog degli altri autori che hanno partecipato e che parlano di quest'iniziativa:
 

Cos'altro aggiungere? Ah sì, l'antologia aveva tutti i numeri per uscire il giorno del mio diciottesimo compleanno, però grazie alla bravura di chi se n'è occupato è uscita prima :) Un'altra data da aggiungere al calendario :D
Il più grande regalo dunque potreste farmelo voi leggendola e dicendomi cosa ne pensate ;)
 
 
 
 
 
 


Lottare? Sì, ma come e per cosa?


Ci sono cose che non possono essere improvvisate: tra queste, le rivolte e le manifestazioni.

Entrambe infatti necessitano di un’organizzazione precisa, che non lasci scoperto alcun punto debole.

Il primo passo è l’informazione: l’informazione è la base di ogni manifestazione pubblica.

Se non tutti i partecipanti conoscono in modo approfondito l’argomento di cui si discute, non si hanno i mezzi fondamentali per raggiungere l’obiettivo.

Nel momento in cui tutti sono convinti, bisogna organizzare un piano d’azione tale da non lasciare spazio a ripensamenti e tale da raccogliere più persone possibili.

È per questo che prendere parte a un evento male organizzato equivale nella maggior parte dei casi a fallire: meglio rimandare a quando l’attacco diventa più diretto e compatto. Non è un solo ente, una sola città a dover essere unita, ma tutta una nazione.

Fatta questa premessa, passiamo al caso particolare di cui volevo parlare: manifestazioni e scioperi da parte di studenti e non delle scuole pubbliche.

Per cosa si protesta? “ Per i tagli, per lo schifo che stanno facendo, eccetera..”. Risposte giuste ma vaghe. C’è chi metterà davanti la legge Aprea, senza averla mai letta.
 

Ebbene la legge Aprea mette in pericolo principalmente due elementi che dovrebbero essere i capisaldi di una nazione. La democrazia (“L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”) e l’istruzione pubblica.

Sul primo punto, l’intenzione è quella di lasciare che ogni scuola, anzi, ogni preside, gestisca i propri fondi economici e i propri progetti senza sottoporre alcuna decisione al giudizio dei docenti e degli studenti: saranno infatti aboliti i rappresentanti dei docenti, i rappresentanti d’istituto e i rappresentanti dei genitori, e con essi ogni assemblea o consiglio che garantiva un confronto tra i diretti interessati.

Riguardo al secondo punto, lo Stato, non potendo sopperire economicamente alle spese delle scuole pubbliche, lascerà che i privati intervengano (diventando figure di rilievo) e avviando così un processo i privatizzazione delle scuole pubbliche.

Inoltre gli insegnanti  potrebbero non essere più chiamati a svolgere il proprio ruolo in base alla graduatoria, ma in base alla decisione della singola scuola.

Se a questo si aggiungono 200 milioni di euro tolti alla scuola pubblica (in particolar modo alle università) e dati alle scuole non statali, dunque private (che non hanno bisogno di fondi, perché gli studenti pagano una retta annuale), è chiaro come, tra poco, chiunque voglia dare al proprio figlio un’istruzione decente debba avere molti soldi, perché potrebbe trovarla solo nelle scuole private.

L’istruzione pubblica è alla base di ogni nazione civile, un popolo ignorante è più facile da manipolare e ogni cittadino ha il diritto di essere istruito, sia egli ricco o povero, ha il diritto di cambiare il proprio status e di decidere del proprio futuro.

Scioperi e occupazioni non sono un modo per non far lezione, sono l’unico modo per far sentire la nostra voce a chi la ignora da anni, a chi è seduto tranquillamente su una poltrona e riceve da noi tutti i soldi necessari per mandare i propri figli in una scuola privata.

Siamo i primi a essere colpiti e gli ultimi a essere ascoltati, ma se tutto ciò non basta, non ci resta che alzare la voce.

E per alzare la voce c’è bisogno dell’impegno di tutti, non solo di studenti e insegnanti, ma anche dei genitori che guardano e non si rendono conto che con il loro silenzio stanno negando ai propri figli un diritto fondamentale.

Se l’Italia non è mai stata unita, c’è sempre tempo per cambiare.

Il popolo è sovrano, ma che sovrano potrà mai essere un popolo ignorante?

giovedì 1 novembre 2012

Manuale di sopravvivenza per aspiranti biologi marini -Lezione 1

Inauguro con questo post una serie di lezioni semiserie per chi, come me, insegue questa piccola chimera di voler laurearsi in biologia marina.
Se è ancora rimasto qualche folle  giovane di buona volontà come me, saprà benissimo che dire in pubblico di voler studiare biologia marina è come dichiarare di voler mettersi a contare le stelle una a una con le dita. Si passa da una faccia così O.O  a una così xD a tante altre, che vi illustrerò in una rubrica a parte.

Come sopravvivere?
Tenete conto che lotto con queste avversità da ben dieci anni, quindi ho sviluppato qualche tecnica di difesa, e se sono ancora qui, ferma e convinta, probabilmente funzionano.

Lezione numero 1. Valutare il proprio interlocutore.

Questa è una tecnica che va affinata col tempo, difficilmente ci riuscirete alla prima botta. Ovviamente, a mamma e papà credo che sia doveroso dirglielo, di voler fare una scelta del genere.

Nota: questo post non suggerisce di nascondere il proprio sogno, ma di evitare perdere tempo.

Come avrete ben capito, quando si parla del futuro con un'altra persona (specialmente se sconosciuta o semplicemente conoscente) bisogna tastare il terreno.
Utilizzate tutti i mezzi a vostra disposizione: chiedete con noncuranza cosa ne pensa di alcuni studi, informatevi sui suoi o su quelli dei suoi figli, controllate se ha una mentalità aperta (e deve averla abbastanza aperta), insomma, analizzatela.

Nel caso i risultati dell'analisi vi portino a fidarvi di quella persona, alla fatidica domanda "cosa vuoi fare dopo?" potrete rispondere tranquillamente.

Nel caso non vi sentiate sicuri, non immolatevi per la patria, siate vaghi! Succede a volte che si pensi "E' il mio sogno, non mi importa nulla, lo dico". L'ho pensato anche io. E spesso l'ho fatto. Ma poi ci si ritrova in una delle spiacevoli situazioni di cui parlavo sopra, e bisogna avere altri mezzi per contrastarle.

Mezzi che vi illustrerò nelle prossime lezioni.

Prima di allora, esercitatevi a riconoscere le persone. In casi negativi, non perdete tempo, vi avvelenate e basta.

Alla prossima!

lunedì 22 ottobre 2012

Le 11 cose

Allora, non amo molto le catene, ma questa mi è sembrata carina e l'ho scelta per due motivi:
1.Ho una lista enorme di post nella mia testa, ma non so come ordinarli, quindi temporeggio.
2.Volevo per una volta essere d'aiuto a V, che non sapeva a chi rigirare la cosa.
Questo è un pò a mio svantaggio, perchè a mia volta non so a chi rigirare la cosa e non so cosa possa interessarvi di me...beh ci provo.

Le 11 cose su di me
1.Mi piacciono tutte le materie che studio (fisica un pò meno, non è che non mi piaccia, sono gli insegnanti) e dunque amo sia le materie letterarie che scientifiche, che artistiche.
2.Spesso ho idee originalissime e molto apprezzate.
3. Tornando al punto di prima, ho sempre difficoltà nel realizzarle.
4.Ho una grandissima memoria fotografica, sia vedendo le immagini che leggendo le cose.
5.Non so eseguire un'azione se qualcuno mi dice teoricamente come fare; il mio modo per riuscire in qualcosa, soprattutto di pratico, è provare, provare,provare,provare.
6.Al contrario di V (adesso non mi parlerà più) ho solo scarpe da ginnastica e stivali corazzati bassi. La lotta per i tacchi è continua con mia madre, l'ho accontentata con un paio di zeppe, ma ci cammino a papera.
7.Adoro scrivere a mano (scrivere e trascrivere al pc per me è una tortura) e soprattutto amo i quaderni senza righe e senza quadretti *-* solo che non so scrivere dritto, quindi faccio le righe con la matita e poi...si, sono una pazza, poi le cancello. Ritornando al fatto di scrivere a mano, comunque,scrivo su qualsiasi pezzo di carta disponibile.
8.Sono tremendamente disordinata.
9.Puntando sulla scrittura, a volte mi immergo meglio nel casino più totale che nel silenzio.
10. La mia passione per la biologia marina è nata a 8 anni e mezzo, all'Acquario di Genova.
11.Da piccola rompevo le gambe alle barbie per non essere costretta a giocarci con le altre bambine, e divoravo qualsiasi tipo di libro, ma in particolar modo i Geronimo Stilton.

Le 11 domande di V:

1.Qual è il personaggio di letteratura/cinema/telefilm/videogioco (ne basta uno, non uno a categoria) di cui ti sei innamorato/a e perché?
Domanda difficile. Da piccola ero pazza di Eric di Rossana, perchè adoravo il suo essere così....ho vietato le parole forti sul blog. Diciamo che non era carino e coccoloso ^^''  Poi si son susseguiti taaanti personaggi con la suddetta caratteristica, nella fase preadolescenziale ero cotta di Ian di Hyperversum, perchè era forte, leale, coraggioso, ecc ecc. Mi sono sentita un pò attratta da Zeno, ultimamente.
2.In quale libro/film/telefilm/videogioco avresti voluto vivere?
Ma perché fai queste domande? ç____ç ho decine di libri che ho sognato di attraversare...aspetta che mi affaccio alla libreria e scelgo a caso. E' uscito vento di magia, va bene? xD
3.C'è qualcosa che vorresti saper fare e che cifra saresti disposto a pagare per poterla imparare al volo, tipo Neo in Matrix? (ma senza l'eventuale buco nel cranio per inserire lo spinotto :-P )
Scrivere?:P Quello mi piacerebbe molto, moltissimo. Però dico: saper parlare senza dovermi scrivere il discorso. Pare strano, ma parlare, soprattutto davanti a uno o più estranei mi impiccia moltissimo, mentre sullo scritto vado a razzo. E... pagherei un bel pò per saperlo fare già da ora.
4.Se trovassi la lampada di Aladino coi famosi tre desideri, cosa chiederesti?
La pace nel mondo fa troppo politically correct, vero?Okay, vediamo:
-Poter realizzare i miei sogni con le mie forze.
-Eliminare le raccomandazioni
-Poter incontrare delle grandi persone.
Ma se esaudisce la pace nel mondo non mi offendo!
5.Qual è la cosa che più ti manda in bestia? Intendo qualcosa che ti mandi letteralmente fuori dai gangheri in 5 secondi, mi raccomando.
Potrei rispondere le idiozie, ma non sarebbe giusto, perchè mi prendo il tempo di cacciare fumo dal naso. In realtà, se volete trovarvi spiaccicati contro il muro in 2 secondi e mezzo, dovete fare uno di quegli strilli acuti (presente quando alcune donne vedono un ragno?). Beh, se lo fate vicino a me siete morte.
6.Cosa è in grado di renderti insicuro/a nel confronto con gli altri?
Di fatto sono timida, ma difendo con forza le mie idee. L'idea di poter ferire, purtroppo, spesso mi frena e dà il tempo all'altro di replicare.
7.Esiste un difetto fisico, per quanto piccolo, che ti fa trovare rivoltante anche il/la modello/a (ovviamente il genere è quello che considerate attraente) più bello/a del mondo?
Amo i particolari. Se non c'è un particolare (al 99% gli occhi o il sorriso) che mi attira, può essere oggettivamente bello quanto vi pare.  Una cosa che proprio non sopporto sono i capelli col gel tirati di lato.
8.Capita nei momenti "giù" della vita che ci si attacchi a qualcosa per tirare avanti. Tu a cosa ti sei attaccato/a? (musica, acquisti compulsivi, andare in palestra...)
Spesso la musica mi aiuta, ma non sempre è una cura. Perlopiù mi attacco alla mia fantasia.
9.Qual è l'argomento con cui ti è capitato di ammorbare qualcuno fino alle lacrime?
Gli animali. Da piccola studiavo volumoni e volumoni di animali, sicchè quando ne esce fuori uno io ne faccio un trattato di zoologia.
10.Che tipo di pilota (parliamo di auto, eh!) sei?
Per fortuna ancora non guido, ma manca poco per distruggere l'umanità. Odio le macchine, fosse per me si andrebbe ovunque a cavallo, in bici, in autobus, treno, aereo, mongolfiera ecc. Preferisco di gran lunga le moto, eccome. Comunque ho fatto qualche prova, non sto qui a raccontarvi le prime in cui ho dovuto convincermi di apprezzare l'auto e convincere l'auto ad apprezzare me. Quando finalmente siamo sembrate andare d'accordo...beh ho sigillato un garage ^^''' ma ora non succede più eh!
11.Hai mai fatto il troll in qualche forum o sito? Se sì, perché?
No, mai. Ho sempre tenuto un comportamento corretto, e mi piacerebbe ricevere lo stesso.

Ora le 11 domande da rigirare, non so a chi perchè non frequento molti blog...Mi verrebbe Kaleela, ma non so se accetterebbe ^^
1. Qual è il tuo animale preferito?
2. Cosa non deve mai mancare?
3.Il tuo primo libro?
4.Qual è la cosa più pazza che hai fatto?
5. E la più coraggiosa?
6.Hai mai fondato un "club" con gli amici/le amiche?Se sì, di cosa?
7.Hai mai camminato sotto la pioggia?
8.Il tuo programma preferito?Perchè?
9. Se dovessi scegliere il personaggio di un libro/film/telefilm/videogioco, quale sarebbe?
10.Preferisci il mare o la montagna?
11. Cos'è che ti piace più fare in assoluto?

Okay, se prima mi seguivano in pochi, ora proprio...:D Vabbè, ora non ho più scuse, devo scegliere il prossimo post.

martedì 25 settembre 2012

Titolo di studio?Diploma in adulazione applicata.


Eccomi qui con un nuovo post-sfuriata, a cui probabilmente ne seguiranno altri, perché di natura sono abbastanza diplomatica, ma quando mi arrabbio scateno tsunami.

L’argomento di oggi è alla portata di tutti e sicuramente tutti ne abbiamo conosciuto uno: si tratta del cosiddetto, tanto per fare un po’ british, brown-nose. Che tradotto in italiano si può esprimere in molti modi, ma siccome vorrei conservare il mio piccolo spazio marino un po’ più pulito rispetto al reale, lo tradurrò col termine adulatore.

Termine dalle varie accezioni, soprattutto, e qui pongo l’accento, caratteristica tipica del raccomandato di turno.

Ora spiegatemi in quale scuola posso imparare questa sublime arte dell’accattivarsi il potente di turno, tramite occhi dolci, moine, giornate in Chiesa, strane frequentazioni. Esattamente, voglio capire chi insegna questa roba e provare a imparare. Ma chi, io, la sirena che lotta in prima fila per la meritocrazia, per gli umili, per chi lavora sodo, ora si è messa in testa di cercarsi una raccomandazione?

No, per fortuna i miei livelli di disperazione non sono ancora arrivati a tanto. Più che altro ho assistito a scene talmente pietose e a coincidenze che voi umani non potreste nemmeno immaginare, che al momento mi chiedo come si faccia ad affinare questa tecnica.

Tecnica che ormai, ancora più della conoscenza dell’informatica e della lingua inglese, sta diventando un requisito fondamentale sia nel mondo del lavoro, sia in quello della scuola.

Ovviamente è un’arte che non nasce da sola, ma va imparata e sviluppata col tempo, magari appresa dall’esimio genitore che, atterrito dall’idea che il suo povero, piccolo pupillo( già dall’età di tre anni) possa sviluppare crisi esistenziali al pensiero che qualcuno sia migliore di lui, cerca immediatamente nei paraggi qualche anima pia che possa provvedere al suo tenero animo. E dunque suvvia, cerchiamo qualche escamotage perché l’estro geniale possa trovare campo fertile, facciamo sempre in modo che sia, senza merito, il primo della classe, troviamogli un bel lavoro sicuro e riposante a discapito di chi, aspirando a quel posto, ha gettato sangue e sudore sui libri.

Non sono abituata a questo genere di sarcasmo, soprattutto nei miei scritti, ma vedere i santi in Paradiso che puntualmente salvano la povera fanciulla in pena dall’umiliazione di un brutto voto o di una bella strigliata davanti la classe ( questo in ambito scolastico), proprio lei, innocente, povera , piccola (e nera?) animella che ha come colpa solo il potere di attrarre le antipatie dei professori (perché loro ce l’hanno con lei, ricordiamolo. Perché? Ma perché è piccola e nera, no?) oppure il genio della classe che stranamente si ritrova, così, per caso, a frequentare corsi con figli degli insegnanti, a frequentare la Messa in una parrocchia a chilometri dalla sua, a conoscere (per caso, non pensiamo male, sempre per caso) tutti gli insegnanti…. Beh, questo caccia fuori il peggio di me.

Mi direte:c’è sempre stato e sempre ci sarà. Ovunque. Ma è sempre così evidente? Talmente evidente che la persona in questione lo sottolinea, vantandosene. O ne fa uso per manipolare il giudizio dell’insegnante (o datore di lavoro) anche su chi, veramente, non c’entra nulla?

Questo è solo l’inizio. Queste persone non sono minimamente toccate dal giudizio altrui perché tanto c’è papà, che in un modo dell’altro riuscirebbe a risolvere la situazione in loro favore. Tanto il problema sono gli altri, non loro. E così, dopo i test d’ingresso all’università o i concorsi per un lavoro vince sì chi ha più punti, perché praticamente sa già tutto ciò che gli verrà chiesto. Oppure c’è anche chi non si spreca a sporcarsi la fronte con tanta fatica, semplicemente evita il concorso ed entra direttamente. Spegnendo la passione di chi ci ha creduto davvero. Ma questo è un altro post , in arrivo a breve.

lunedì 24 settembre 2012

Pensieri e follie di una sirena annoiata

infatti i romantici, mal sopportando il finito e disprezzando tutto ciò che è abitudinario e mediocre, aspirano ad evadere dal quotidiano e a vivere esperienze fuori dalla norma, capaci di produrre emozioni intense e travolgenti. Da ciò la predilizione romantica per tutto ciò che è meraviglioso, atipico, irregolare, lontano, misterioso, magico, fiabesco, primitivo, notturno, lugubre, spettrale ecc
ossia per tutto ciò che essendo al di là del comune può offrire emozioni intense e sconosciute
Dal libro di filosofia.
 
Okay lo ammetto, non ho aperto questo blog per sfogarmi o altro; quindi questo post sarà molto breve.
Solo che la frase citata sopra mi perseguita da qualche giorno, e allora tanto vale trovare un modo per cui si trovi un'altra vittima.
Come avrete già capito, i Romantici in questione sono proprio i filosofi del Romanticismo, in particolar modo tedesco, che mai come ora mi sembrano così interessanti.
La cosa che mi ha scosso però è che riporta, in maniera molto più lunga, il mio essere perennemente attratta da tutto ciò che va oltre il normale e il quotidiano.
 
Sono una falena attratta irrimediabilmente dalle luci delle lanterne, pur sapendo che queste mi bruceranno le ali.
Questa è la mia frase, quella che mi sono portata dietro per questi anni, e mai avrei pensato di trovarne uno sviluppo.
 
Beh, lo sfogo è finito. Voi vi rispecchiate nel Romanticismo?Quanto? Io prima di ora non l'avrei mai detto...

domenica 23 settembre 2012

Il cielo d'Irlanda


Eccoci alla seconda recensione sui viaggi all’estero. Purtroppo con la scuola devo rallentare il ritmo, ma ho ancora molti post da scrivere.

Questa volta, come promesso, si parlerà della mia amata Irlanda! Anche quest’esperienza dell’anno scorso è diventata una fantastica avventura grazie ai viaggi Inpdap, vediamo perché.

L’anno scorso ho scelto il National Maritime College of Ireland di Cork per il mio soggiorno di quindici giorni. Ammetto che si è trattata di una scelta combattuta, dato che le alternative erano anche castelli e college immersi nel verde, invece la scelta è caduta su questa modernissima struttura della marina militare irlandese per la sua posizione (ebbene sì) sul mare. C’era da aspettarselo no? Dato che l’ho introdotta, parliamo prima di questa scuola

 

Il National Maritime College of Ireland (NMCI) si trova appunto a Cork, a 4 ore di autobus da Dublino, nella parte meridionale dell’Eire. È il college ufficiale della marina irlandese, a pochi metri dal mare (metri, parlo di metri.) Infatti il retro della costruzione si affaccia proprio su una riva del mare grigio d’Irlanda, molto popolato da foche (la mia prima foto del soggiorno?Una foca *-*) e , mi hanno detto, da delfini.

La struttura all’interno è altrettanto moderna, con un’ampia mensa e un’ampia hall, un teatro, un’ampia palestra, e ovviamente le classi, che però insieme ai corridoi risentono un po’ (giustamente) del rigore militare.

Posso assicurare che le stanze di simulazione tanto lodate nel video di presentazione su youtube esistono veramente.

Il nostro alloggio era a un centinaio di metri dal college, in ampie villette con sei stanze e una cucina, tutte uguali e gialle, ma ciò che mi piaceva di più era che erano immerse nel verde.

Il verde, il colore che io assocerei all’Irlanda sempre e comunque, il verde che mi ha accompagnato dalla fase di atterraggio dell’aereo a quella di decollo, ovunque in Irlanda tutto sembra più verde. Nemmeno in Scozia ne ho trovato tanto. L’erba è lucente, sempre fresca, i paesaggi risplendono di verde anche sotto il cielo grigio.

Verde è il trifoglio, simbolo dell’Irlanda, e verde il vestito tipico dei Leprecauni.

Con i Leprecauni apriamo un'altra caratteristica importante dell’Irlanda. Non scherzo se dico che è magica. Una mia maglietta la definisce come “where legends are born”, e se da mitologia maniaca non rifiutassi questa frase per difendere la mitologia greca, sarei d’accordo.

Se i castelli della Scozia catapultavano nella storia, quelli Irlandesi, ma in realtà tutti i luoghi, fatta eccezione per Dublino ( e anche qui, finché non si entra nel Museo di Storia), hanno qualcosa di magico. Giuro di non essere pazza quando asserisco che in Irlanda ti aspetti veramente di veder spuntare un folletto da qualche parte.

Ho nominato  il Museo di Dublino. Delle gite che abbiamo fatto, Dublino è stata sicuramente la più sudata (4 ore di autobus all’andata e 4 al ritorno) e di sicuro la più bella. Non amo particolarmente le grandi città, eccetto Parigi, ma Dublino, come Edimburgo, ha i suoi caratteri speciali. La magia delle città e campagne circostanti sparisce un po’, e d’altronde da una capitale non si può aspettare qualcosa di diverso, tuttavia a me è parsa ordinata, non troppo caotica, e con alcuni scorci veramente molto belli. Cominciamo da Temple Bar, da cui abbiamo iniziato perché abbiamo pranzato al mitico Hard Rock Café, che, pur essendo una via di pub e bar, ed essendo la sottoscritta oltre che minorenne (e gli irlandesi ci tengono) anche astemia,  ha avuto più fascino per gli artisti di strada e per l’insieme di locali a loro modo pittoreschi.
 

In effetti però la sirena (che va sempre e perennemente controcorrente) avrebbe speso volentieri 3 o 4 ore nel National Museum of Ireland - Archaeology, Kildare Street. Mentre tutti gli altri allungavano il passo per essere fuori il prima possibile, io rallentavo davanti a tutto. Il museo infatti offre tutto quello di cui un appassionato di archeologia e storia come me ha bisogno: dalla preistoria all’età medioevale, tutto quello che vorreste sapere sulla storia Irlandese è racchiuso lì. Da notare soprattutto i gioielli celtici, a mio parere fantastici.
Altra cosa meravigliosa è il Trinity College: se non fossi fissata con Biologia Marina farei a pugni per entrarci. La struttura è fantastica, piena di verde anch’essa e con querce eccezionali....e non dimentichiamo che custodisce una delle migliori biblioteche del mondo (che purtroppo non abbiamo visitato).E poi beh, con tre ore non è che si riesca a far molto.

Da Dublino al Bunratty Castle: ammetto in tutta sincerità che, dopo una ricerca, avrei preferito centomila volte Blarney Castle ( se avete tempo andate sul sito, ne vale la pena).Il Bunratty Castle tuttavia ha molto da offrire, intanto per la sua grandezza e maestosità, e poi per l’atmosfera magica (diversa da quella scozzese) e per la vista decisamente mozzafiato. I muri (i muri, non le mura, badate) sono altissimi e una delle sensazioni è proprio quella di sentirsi infinitamente piccoli. Da visitare, sicuramente.
 

Cork invece è una bella città, abbastanza grande, dove però sinceramente non ho trovato nulla di tanto speciale da dover essere raccontato.

Curiosità e cose che mi hanno stupito:

Il verde: dall’esterno delle cattedrali alle villette a pochi metri dal mare, tutto è meravigliosamente verde.

Gli Irlandesi: ovviamente non faccio di tutta un’erba un fascio, ma molti degli Irlandesi si sono rivelati scostanti e poco propensi ad aprirsi, molto meno rispetto agli scozzesi

Gli arcobaleni: non a caso sono citati ovunque, l’arcobaleno in Irlanda è un qualcosa di eccezionale.

Al momento non mi viene molto altro, perché è comunque passato un anno. Nel caso aggiornerò il post ovviamente. Mi raccomando, l’Irlanda è una meta obbligata, soprattutto se come me amate il fantasy e la storia. Come per la Scozia, ringrazio il tour operator, gli accompagnatori e i ragazzi che, al di là delle meraviglie di questa terra, hanno reso la mia vacanza un’esperienza eccezionale.

domenica 9 settembre 2012

Notre-Dame de Paris all'Arena di Verona

Non è la recensione del musical
 
 
Ho ritenuto giusto avvisare prima: questa recensione non è sul musical Notre-Dame de Paris  di Cocciante; ad esso riserverò un post completo, dato che tra l'altro lo seguo da 10 anni.
E proprio perché sono 10 anni che tra me e questo musical c'è amore fedele e profondissimo che ho stressato al massimo mia madre per poterlo vedere l'ultima volta dal vivo all' Arena di Verona.
Cominciamo dal presupposto che l'Arena in sé è uno spettacolo sia da dentro che da fuori; secondo me (dato che adoro la storia e i monumenti) vuota dev'essere veramente uno spettacolo. Ma anche piena fa la sua bellissima figura e per un attimo mi sono ricordata di quanto ho invidiato le persone all'Arena quando vedevo il musical in televisione. L'altro ieri c'ero anche io, ed è stato meraviglioso!
Lo spettacolo non è cominciato con un gran ritardo e devo dire che sono stata abbastanza fortunata con il posto, che era leggermente a destra rispetto a quello davanti, per cui riuscivo a vedere abbastanza bene. Certo avrei preferito una compagnia migliore della ragazza che stava accanto a me, con un coefficiente emozionale al pari di un sedano congelato, nonostante il fervore del ragazzo. Ma vabbè, non sono andata per fare public relations.
 
Gli interpreti non erano ovviamente gli originali, per i quali avrei pagato tranquillamente anche 40-50 euro in più, perchè so che ne vale la pena.
Ho trovato la spiegazione del produttore al perchè non ci sia stato il cast originale. Non è che non voglio crederci, e in questo caso il cast perde un pò della mia stima; ma aspetto un doppio parere in merito.Poi come si suol dire largo ai giovani.
 
Giovani che ovviamente hanno personalizzato canzoni e gesti, non riuscendo ad arrivare però all'espressività del cast originale. Sulle voci non ho nulla da dire, anche se abituata a quelle di Vittorio Matteucci o di Marco Guerzoni speravo di non rimanere delusa. Non è successo: tutti i protagonisti avevano voci fuori dal comune e passione da vendere e mi hanno regalato 3 ore di brividi. 3 ore in cui non sono riuscita a non seguire le parole con le labbra e a non sentire qualcosa che mi correva su e giù per la schiena, sensazione che con le canzoni registrate era già svanita da tempo.
 
Capisco la necessità di guadagno, ma ho trovato esagerato il prezzo di 10 euro per il programma della serata: purtroppo non vedo spesso musicals e opere dal vivo, e non so se sia un prezzo standard, ma mi è sembrato eccessivo. Ma dato che so le canzoni a memoria (giuro che non ne ho sbagliata una, in ordine) non ne ho avuto bisogno.
 
Durante la pausa è passato il foglietto con la proposta di illuminare l'Arena alla fine, ma pochi dalle gradinate hanno raccolto il suggerimento.
 
Il mio suggerimento per gli attori è quello di impegnarsi al massimo in questi 5 anni di pausa: la voce c'è, l'espressività del viso pure, la passione anche e non dico che debbano essere uguali ai primi, perchè mancherebbe tutta la personalizzazione, ma di migliorarsi fino alla fine, augurandomi di rivederli e risentirli in altri musicals.
 


mercoledì 5 settembre 2012

Torre San Giovanni


Eccoci finalmente con la prima recensione su un luogo di mare: ad aprire le danze c’è Torre San Giovanni, in Puglia, precisamente Salento che, come avrete modo di scoprire, è un posto che amo particolarmente.

Torre San Giovanni, a poca distanza da Leuca, Otranto e Gallipoli, è uno degli innumerevoli paesini che popolano la costa ionica e che sono accomunati da un mare semplicemente da mozzare il fiato.

In particolare questo paese è diventato, da villaggio di pescatori, posto di turismo ed è una località molto bella.

Partiamo da ciò che mi interessa di più: il mare.

La costa di Torre San Giovanni è prevalentemente dominata dagli scogli; sono frequenti le calette di sabbia derivata da conchiglie frantumate (troverete un numero di conchiglie spropositato), che pertanto non si attacca alla pelle ed è facile da mandare via anche senza acqua.

Se non siete atletici (come la sottoscritta) troverete sicuramente alcune difficoltà nell’entrare in acqua: come vi dicevo scordatevi il bagnasciuga e preparatevi psicologicamente a cercare gli anfratti più comodi nelle rocce; superati gli ostacoli della spiaggia vi troverete praticamente a camminare sugli scogli ricoperti di alghe. È più semplice e, se posso darvi un consiglio, non cercate di scamparvela infilando il piede nel primo buco di sabbia, perché si sprofonda e batterete sicuramente sullo scoglio più vicino. Conviene sempre camminare, anche con attenzione, sugli scogli. Per evitare di farsi male o per i più schizzinosi consiglio le scarpette di plastica (le trovate anche al mercato), che sono ottime per evitare di farsi male sia con gli scogli in superficie che con quelli sommersi.

Non lasciatevi scoraggiare perché vi assicuro che, non appena l’acqua si fa più profonda, sarete ampiamente ripagati: il fondale è uno dei migliori che abbia mai visto e se siete armati di maschera o occhialini potrete immergervi in un fondale da isole tropicali. Non a caso questa zona è denominata anche “Maldive del Salento”. In nessun luogo, nemmeno in Sardegna, ho trovato un così grande numero di pesci e una varietà tale di specie che, sullo sfondo dell’acqua cristallina e delle rocce, vi proiettano in un altro mondo. Se vi piace camminare sulla battigia lasciate stare, Torre San Giovanni non fa per voi.

A uno o due chilometri dalle calette che vi ho descritto si estende anche un lungo lido sabbioso, che fa più al caso vostro se avete con voi bambini di età compresa tra 1 e  4 anni, donne incinte o anziani. Ne parleremo a fine articolo.

Passiamo ora al paese vero e proprio. Torre San Giovanni è una tipica località turistica: abbonda quindi di locali e ristoranti, soprattutto sul lungomare. In linea di massima non manca nulla; tuttavia i supermercati sono piccolini e non crediate di poter sempre trovare le marche di cui normalmente vi servite. C’è un porto e vi assicuro che il pesce è fresco e buono, ma non andate di lunedì, perché la domenica le navi non partono.

Non cercate neanche discoteche o locali: personalmente odio il caos e difficilmente quindi li troverete nelle mie recensioni.

Tiriamo le somme dunque di quello che ho detto.

A chi consiglio questa località:

Ai gruppi di giovani; alle coppie; alle famiglie con bambini fino a un anno (tra le rocce della riva si formano piccole piscinette a misura di bimbo: il vostro piccolo può sguazzare lì senza alcun problema) e con bambini di età superiore ai 4 anni.

A chi sconsiglio questa località:

Agli anziani che vogliono fare il bagno; alle donne incinte; a chi ha bambini di età compresa tra 1 e 4 anni: non sono un tipo ansioso ma non mi pare esattamente il luogo adatto, soprattutto se volete stare tranquilli.

LATI POSITIVI                                                                                                            
♦Acqua e fondale fantastici
♦Luogo tranquillo
♦Ideale per snorkeling…
♦Prezzi accettabili delle case in affitto
LATI NEGATIVI               
♣Scogli non facili da superare
♣Scarsità di supermercati
♣…non per chi vuole camminare sulla spiaggia
                                                                                            
 

mercoledì 29 agosto 2012

Flower of Scotland

Inauguro le mie recensioni sui viaggi proprio dall'ultimo, ovvero il mio soggiorno in Scozia.
Sono stata 15 giorni in vacanza studio (conoscete i viaggi Inpdap? Se avete tra i 14 e i 17 anni informatevi, è un'esperienza fantastica) ed è stato un viaggio favoloso.
Partiamo dal fatto che il tempo è stato abbastanza clemente, con un solo giorno di pioggia fitta (la prima visita a Edimburgo), ma due soli giorni di sole e caldo. Per il resto nuvole e nebbia, nebbia e nuvole. Ma non mi posso lamentare.
La città in cui sono stata è Dundee, quarta città per popolazione della Scozia, che si affaccia sul mare del Nord e sul Tay river, detto dalla gente del posto "Silver river" perchè, posso confermarlo, in alcuni giorni il fiume sembra veramente fatto d'argento.
La città, a pochi passi dall'università dove svolgevamo la maggior parte delle attività (University of Dundee), presenta case caratteristiche ma allo stesso tempo tutto quello che ci si aspetta da una grande città; al di là delle facoltà, credo che sia un'ottima città per un universitario.
Dundee è famosa per la Discovery, la nave che accompagnò scienziati e non, tra il 1901 e il 1904, alla scoperta, per la prima volta, dell'Antartide (così spiegate le tante sculture di pinguini in città). La nave è visitabile, così come il museo, a mio parere molto ben fatto e pieno di giochi interattivi per grandi e piccini, oltre che video e informazioni dettagliate.
Un cenno doveroso va al campo universitario, the University of Dundee, sede delle lezioni la mattina e di molte attività il pomeriggio e la sera.
Il campo universitario non si fa mancare nulla, dal centro sportivo, che comprende anche una piscina, alla discoteca, il teatro, il cinema, un supermercato, una mensa (questo magari è un dettaglio da evitare, anche se io non sono un tipo schizzinoso). Insomma, un gran bel posto!

La prima escursione è stata allo Stirling castle, sede principale della guerra d'indipendenza scozzese (avete visto Braveheart?)


Il pregio dei castelli scozzesi, a mio parere, e a differenza di quelli irlandesi, è che riescono in maniera eccezionale a catapultarti indietro nella storia. Ebbene, l'effetto della Great Hall o delle mura che si affacciano sulla campagna scozzese è proprio quello: si torna indietro, si crede di essere nel XII secolo. E' una sensazione straordinaria, che, come vedremo in seguito, riesce a dare anche il castello di Edimburgo.

Passiamo a St Andrews, altra città molto carina, sul mare del Nord, famosa per la sua Università (due nomi a caso?Eh sì, William e Kate) e per il golf: si trovano infatti campi di golf enormi ( e non lo dico solo perchè non ne avevo mai visto uno prima). In più i resti dell'abbazia di Sant'Andrea (un tempo enorme, ora ne rimane poco, in particolar modo il cimitero. Ma di questo parleremo più in là), del castello, proprio sulla scogliera sul mare ( che comprende anche la miniera: la sottoscritta non è un tipo molto atletico, ma la miniera è da visitare, senza dubbio)
E poi la sirena cosa può fare a St Andrews? O tentare il bagno nel mare del Nord (ma purtroppo era raffreddata e non aveva intenzione di trascorrere i giorni rimanenti a letto) o trascinare un'amica nell'Acquario di St Andrews.
L'acquario, rispetto ad altri che ho visitato, è piccolino, pur contenendo una grande varietà di pesci, due foche, suricati (?) e pur essendo molto ben fatto esteticamente. La cosa che mi ha colpito di più, forse perchè non l'avevo mai vista prima, è stata l'aragosta blu.
L'aragosta blu di St. Andrews
 

La prima giornata a Edimburgo, giustamente, è stata una giornata molto piovosa e non ci ha consentito di godere appieno del Festival del teatro, sebbene molti artisti di strada abbiano sfidato il tempo (alcuni in mutande) per promuovere il proprio spettacolo di teatro. Non c'è dubbio che chiunque si trovi a Edimburgo durante il festival ha solo l'imbarazzo della scelta su cosa fare la sera.
Molto interessante è stata la National Gallery, mentre mi è dispiaciuto aver dovuto evitare la mostra di Van Gogh per questioni di tempo.
Non ho potuto visitare con calma tutto il castello di Edimburgo, ma l'edificio e la nebbia non hanno fatto altro che rafforzare la mia convinzione che, se l'Irlanda è la terra della magia, la Scozia è il regno della storia. Anche se nelle mura del castello girovagavano centinaia di turisti, la sensazione è quella di essere in abiti medievali nel passato; ogni cosa del presente viene automaticamente cancellata, anche se hai una lattina di Coca-cola in mano.
Per (s)fortuna la seconda gita, che prevedeva la visita ad altri due castelli, è stata rimpiazzata con un'altra gita a Edimburgo, questa volta accompagnata da una bella giornata, che ci ha permesso di vedere tutti i colori della città durante il vivacissimo festival. Inoltre la visita al museo dell' Our dynamic Earth, o più semplicemente Mother Earth, si è rivelata una bellissima esperienza. Il museo, che ripercorre la vita della Terra dal Big Bang fino all'uomo, è dotato di un percorso che, grazie alla tecnologia 3D e 4D, ai giochi interattivi, a una grafica eccezionale e a informazioni rilevanti, trasforma quello che già di per sè è un mistero appassionante in un vero e proprio viaggio per grandi e piccini. Consigliato al 100%!

Sono un pò amareggiata per i due castelli perduti, e per non aver potuto vedere, poichè si trovavano molto sopra Dundee, le rinomate Highlands, ma nel complesso trovo che sia stata un'esperienza eccezionale.

Curiosità e cose che mi hanno stupito
Qui di seguito riporterò tutte le cose che mi hanno stupito/meravigliato/colpito, nel bene e nel male:

La simpatia degli scozzesi
Abituata ad altri popoli nordici, di cui ho sempre odiato la freddezza, sono rimasta letteralmente meravigliata dalla simpatia e disponibilità del popolo scozzese: in quindici giorni non ho trovato nessuno scozzese che non mi abbia rivolto un sorriso o che mi abbia trattato con freddezza.

I gabbiani
Ebbene sì, i gabbiani che ci hanno accolto all'arrivo e che ci hanno accompagnato per tutti i quindici giorni, in qualunque città. Le cose notevoli sono le loro dimensioni (li avrei chiamati albatros O.o), le diverse specie che abitano nella piccola area che abbiamo visitato (ne ho contate più lì che nelle diverse località marine che ho visitato) e il loro vastissimo repertorio di versi.

I cimiteri
Sono rimasta entusiasta dei cimiteri(parlo al plurale, sì). Quante volte, leggendo un libro o guardando un film, vi siete imbattuti in cimiteri antichi, con lapidi in pietra, poggiate sul terreno e non i cassettoni che esistono in Italia? In Scozia ho avuto la prova che esistono veramente e che alcuni, sebbene il pensiero possa disgustarvi, sono molto suggestivi. Ho una foto del cimitero di Dundee che sarebbe il set perfetto per un film.


♦ Il cibo
Partiamo da un presupposto: non sono un tipo schizzinoso. Ma quando la prima sera ho assaggiato le salsicce della mensa, ho pensato che probabilmente avrei patito la fame per quindici giorni. Fortunatamente lo standard è leggermente migliorato, a volte non mi chiedevo neppure cosa ci fosse, nel piatto. Tralasciando i vani tentativi di imitazione della cucina italiana (lasagne, pizza, pasta), il cibo scozzese è una bomba di grassi e abbinamenti che a noi italiani, suppongo, non verrebbero mai in mente.

Le strisce pedonali
Può sembrare ridicolo, ma è così: un comportamento del genere credo sia impensabile in Italia. Intanto in Scozia il pedone non ha sempre ragione: se non è sulle strisce l'autista non è obbligato a fermarsi. E posso dire per esperienza che no, non si fermano! Al contrario, se scorgono un pedone sulle strisce, gli automobilisti scozzesi frenano 500 metri prima. E dire che in Italia, se sono a 300 metri e ti vedono in procinto di attraversare, accelerano, perchè devono passare prima loro!

Credo di aver finito la mia recensione. Spero possa essere stata utile a qualcuno.
Prima di chiudere e lasciare a voi la parola però, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso il mio soggiorno indimenticabile: gli insegnanti, lo staff dell'agenzia e i 117 ragazzi di tutt'Italia che mi hanno accompagnato in quest'esperienza.

sabato 25 agosto 2012

Rete di Mutuo Soccorso per Scrittori

E dopo il nervoso procuratomi al solo pensiero dell'articolo più giù, meglio che mi rilassi pensando a qualcosa che mi piace.
E, negli ultimi 7 anni, qualcosa che mi piace particolarmente: la scrittura.
Come potrete già intuire dal titolo del blog, non ho un'altissima considerazione di me stessa come scrittrice: e non per farmi dire che sono brava, che scrivo bene ecc ecc ecc.
Posso dire che sono sempre stata molto fantasiosa. Ok. Sono sempre stata la migliore della classe in italiano. Ok. Che invento storie da quando ho imparato a leggere, praticamente. E anche se al momento reputo che il mio stile e il mio modo di scrivere siano migliorati parecchio,e che forse sono meglio di alcune cose che si trovano in giro, ancora non mi reputo una brava scrittrice.
Ma sono una scrittrice attentaaffezionata a ciò che scrivo. Quindi mai vorrei sentirmi dire Hai scritto una boiata perchè la scrittura fu inventata solo 1000 anni dopo (perdonate l'esempio orrendo, a quest'ora...)
Documentarsi è necessario. E a volte molto, molto faticoso. Per questo trovo che l'iniziativa del Laboratorio di Scrittura sia sensazionale, ovviamente se tutti collaborano a renderla tale.
Parlo della Rete di Mutuo Soccorso per scrittori; faccio un esempio pratico:ho scritto un racconto sulle aquile; le studio sin da bambina, ho sfogliato manuali su manuali, visto video fino a farmi bruciare gli occhi: mi sono documentata, eccome. Le 10 pagine di quaderno le ho sudate tutte. Ma se all'iniziativa avesse partecipato un ornitologo, avrei potuto chiedere a lui.
In pratica verrà presto pubblicata una tabella con persone esperte in settori diversi (con specificato il livello); le due founders del blog possono mettervi in contatto con un esperto che può rispondere alle vostre domande. O al contrario, potete offrire le vostre competenze. Più si è, meglio è!

PS: se dopo aver chiesto qualcosa ottenete una risposta che non vi piace o vi costringe a cambiare la vostra opera, non prendetevela con chi vi ha risposto, dandogli dell'ignorante. Innanzitutto perchè così non si comportano nemmeno i bambini; secondo perchè quella persona ha perso tempo per voi; terzo perchè se non importa voi di scrivere la verità, o perlomeno cose verosimili, nella vostra opera, perchè dovrebbe importare a lui?

Come fare nuove riforme e non aiutare nessuno

Non volevo cominciare i primi post del blog con questi argomenti, ma dato che la situazione mi ha toccato da molto vicino vorrei sapere un pò la vostra opinione.

Il filo conduttore del discorso è: Le assunzioni dei dipendenti pubblici, in altre parole quel settore in cui si tende a tagliare a volte più di quanto ci si possa permettere.
Come si tagliano le risorse agli enti pubblici? Semplice! O si tolgono direttamente i soldi, tanto che i professori debbano pagare le fotocopie dei compiti in classe o che gli ospedali debbano fondarsi sul lavoro dei tirocinanti, oppure si approvano nuovi decreti che aiutano pochi o nessuno.
Ultima novità in questa disciplina in cui i nostri politici eccellono è il nuovo bando di concorso per i docenti: che aiuterà (?) sì i nuovi insegnanti a entrare nel mondo del lavoro, ma non dimentichiamo che ce ne sono migliaia precari che ogni estate si chiedono dove andranno a lavorare e se andranno a lavorare.
Confermo per esperienza ciò che si dice per difendere questo decreto, e che cioè l'età media degli insegnanti che aspettano il posto fisso sia di circa 50 anni: almeno 10 dei quali sballottolati da una parte all'altra della provincia.
Ho conosciuto insegnanti che hanno ottenuto il ruolo a 60 anni: età in cui, per quanto l'insegnante in questione sia lucido e preparato, si dovrebbe avere diritto alla pensione, sia per riposarsi, sia per lasciare effettivamente il posto ai più giovani.
Lo stesso avviene per gli altri settori: alcuni medici e dipendenti pubblici superano i 70 anni, e nel 99% dei casi non per propria volontà.
Non può esserci lavoro per i giovani se non c'è la pensione per gli anziani. E non può esserci lavoro se i dipendenti pubblici devono portarsi la carta igienica da casa.
Quello che mi stupisce, oltre alla nonchalance con cui le persone di potere affermano che tagli e riforme possano realmente giovare allo Stato, è il fatto che molte persone ci credono. Sì, e non si pongono il problema. Oppure semplicemente i tagli e le riforme non li toccano in modo diretto, e dunque non può importar loro di meno.
Il governo pensi a tagliare gli stipendi milionari di chi di dovere, o perlomeno a mantenere le promesse.
Per questo bando di concorso ha promesso di immettere in ruolo dalle graduatorie in esaurimento tante persone (11.282, per la precisione), quante passeranno il bando.
Ogni promessa è debito.

mercoledì 22 agosto 2012

Sirena, perchè non parli di...?


“Sirena, perché non parli di…” è il filo diretto tra me e i lettori del blog. Magari quelli un po’ più affezionati, che hanno già discusso con me su altri argomenti, o magari i nuovi arrivati, che non hanno trovato quello che cercavano.

Basta un commento sotto questo post e farò di tutto per farvi sapere la mia opinione.

Mi piace parlare di tutto, normalmente.  Tendo a evitare la politica, perché la sirenetta ha una visione un po’ utopistica di questo argomento. O meglio, di tutti, ma di questo argomento in particolare.

Tuttavia se volete leggere le mille riflessioni di una sognatrice, proponetemi anche fatti di politica. Non prendetevela con me poi, se scrivo cose irrealizzabili.

Mi pare ovvio che affronterò ogni argomento in base alla mia conoscenza in merito e anche (un pizzico) in base al mio interesse.

Anche le sirene hanno le loro preferenze!

Aspetto le vostre proposte :)

La padrona di casa e cosa potete trovare nel regno

Prima di tutto benvenuti nel blog, sono felice che siate arrivati in questa piccola goccia dell'immenso oceano di Internet.

Io sono Crystal, un tempo non molto lontano regina del regno sommerso :) ma, crescendo, pare strano, al momento sono solo la regina di questo piccolo angolo tranquillo.
Cosa dire di me? Amo il mare e le sue creature, amo leggere e scrivere, amo il fantasy e come avrete già capito amo le sirene. Ah sì, amo anche i musicals e tutti gli animali, nessuno escluso. Amo viaggiare, e molto.

Detesto le ingiustizie, i maleducati e le persone che strillano, per tutto il resto sono un tipo molto paziente.

Cosa potrete trovare in questo blog?
Sì, amo scrivere e leggere, ma non darò consigli di scrittura (per quelli ci sono già le mie amate del Laboratorio di scrittura ), nè scriverò recensioni, neanche a pagamento: se volete una recensione schietta e sincera passate dalla topolina di Pensieri d'inchiostro. Potrei scrivere qualcosa sul fantasy, sì, ma se state cercando idee per il vostro libro meglio che consultiate La mappa del giovane esordiente.
Bene, questi sono solo suggerimenti per indirizzarvi su una via più giusta.

E allora tu che fai, hai aperto questo blog per rinvigorire il tuo ego?
No, non ho bisogno di un blog per rafforzare la mia autostima. Semplicemente scriverò delle cose che mi piacciono (e non piacciono, amo scrivere articoli provocatori:preparatevi); scriverò recensioni sui posti che ho visitato, perlopiù, o delle iniziative che amo sostenere. Scriverò testi argomentativi sulle cose più disparate, in qualsiasi ambito. Scriverò del mare e delle sue creature, o del fantasy, o dei musicals. Sono del parere che tutto può essere utile. Magari posterò anche qualche racconto, tanto per farmi massacrare. Ma sarà difficile. No, non farmi massacrare. Mettere un mio racconto su internet. Ne sono molto gelosa. E poi scriverò di quello che vorrete voi, per quello c'è il post "Sirena, perchè non parli di...?", dove potrete scrivermi gli argomenti su cui vorreste discutere.

Per il resto non vedo l'ora di fare la vostra conoscenza, e ogni commento è gradito :)
A presto

martedì 21 agosto 2012

Le regole del regno sommerso

Come qualsiasi regno che si rispetti, anche questo piccolo angolo marino ha le sue regole, da conoscere e rispettare ancora prima di conoscere la sua regina.
Dicono che i blog non favoriscono la democrazia, perchè il padrone può decidere di occultare commenti e allontanare chiunque non gli sia gradito.
Lo scambio di opinioni è alla base della mia logica sempre, purché si tratti di opinioni espresse in modo educato e senza offendere in alcun modo l'altro.

Per una pacifica convivenza propongo poche e semplici regole:

-Qualsiasi commento che contenga insulti verso un'altra persona, verso una razza, una religione sarà immediatamente cancellato.

-Qualsiasi commento, anche che approvi quello che dico, ma che contenga anche solo una parolaccia sarà cestinato.
Ma come, vuoi farci credere che tu non dici parolacce?
Sì, le dico. Ma nella vita reale, non davanti lo schermo del computer dove posso scrivere con calma e pensare ad altre parole. Voglio che il mio spazio rimanga pulito.

-Non sono ammessi argomenti come razzismo, pedofilia, pornografia, e tutto ciò che è vietato ai minori di 18 anni.

Il regolamento può essere soggetto a modifiche nel caso la sottoscritta lo ritenga necessario.