giovedì 22 novembre 2012

Stirpe Chimerica Vol.1

E dalle lotte passiamo a una vittoria.
Una piccola, grande vittoria che per una pseudonarratrice come me significa molto, e che credo significhi tanto anche per tutti quelli che come me hanno partecipato a questo progetto.

Di cosa sto parlando?

Dell'uscita di Stirpe Chimerica, un'antologia di 22 racconti di autori diversi, che ha come tema centrale l'incontro tra un essere umano e una creatura sovrannaturale.



                                                       copertina a cura di Elisabetta Baldan


L'antologia è nata da un concorso del blog Club Urban Fantasy di Angela Visalli: su oltre 40 racconti in gara, solo 19 sono stati selezionati per partecipare all'antologia, insieme ai testi dei tre giudici.
Ha richiesto mesi di lavoro e finalmente, dal 15 novembre disponibile a prezzi stracciati QUI e presto in altre librerie virtuali.

 
 
L'antologia, a cura di Angela Visalli e Stefano G. Muscolino, con la collaborazione di Michael D. Acciaio, ha richiesto l'impegno di tutti e ha prodotto un ottimo risultato.
Vi invito a leggere tutti gli incipit QUI, e vi elenco altri blog degli altri autori che hanno partecipato e che parlano di quest'iniziativa:
 

Cos'altro aggiungere? Ah sì, l'antologia aveva tutti i numeri per uscire il giorno del mio diciottesimo compleanno, però grazie alla bravura di chi se n'è occupato è uscita prima :) Un'altra data da aggiungere al calendario :D
Il più grande regalo dunque potreste farmelo voi leggendola e dicendomi cosa ne pensate ;)
 
 
 
 
 
 


Lottare? Sì, ma come e per cosa?


Ci sono cose che non possono essere improvvisate: tra queste, le rivolte e le manifestazioni.

Entrambe infatti necessitano di un’organizzazione precisa, che non lasci scoperto alcun punto debole.

Il primo passo è l’informazione: l’informazione è la base di ogni manifestazione pubblica.

Se non tutti i partecipanti conoscono in modo approfondito l’argomento di cui si discute, non si hanno i mezzi fondamentali per raggiungere l’obiettivo.

Nel momento in cui tutti sono convinti, bisogna organizzare un piano d’azione tale da non lasciare spazio a ripensamenti e tale da raccogliere più persone possibili.

È per questo che prendere parte a un evento male organizzato equivale nella maggior parte dei casi a fallire: meglio rimandare a quando l’attacco diventa più diretto e compatto. Non è un solo ente, una sola città a dover essere unita, ma tutta una nazione.

Fatta questa premessa, passiamo al caso particolare di cui volevo parlare: manifestazioni e scioperi da parte di studenti e non delle scuole pubbliche.

Per cosa si protesta? “ Per i tagli, per lo schifo che stanno facendo, eccetera..”. Risposte giuste ma vaghe. C’è chi metterà davanti la legge Aprea, senza averla mai letta.
 

Ebbene la legge Aprea mette in pericolo principalmente due elementi che dovrebbero essere i capisaldi di una nazione. La democrazia (“L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro”) e l’istruzione pubblica.

Sul primo punto, l’intenzione è quella di lasciare che ogni scuola, anzi, ogni preside, gestisca i propri fondi economici e i propri progetti senza sottoporre alcuna decisione al giudizio dei docenti e degli studenti: saranno infatti aboliti i rappresentanti dei docenti, i rappresentanti d’istituto e i rappresentanti dei genitori, e con essi ogni assemblea o consiglio che garantiva un confronto tra i diretti interessati.

Riguardo al secondo punto, lo Stato, non potendo sopperire economicamente alle spese delle scuole pubbliche, lascerà che i privati intervengano (diventando figure di rilievo) e avviando così un processo i privatizzazione delle scuole pubbliche.

Inoltre gli insegnanti  potrebbero non essere più chiamati a svolgere il proprio ruolo in base alla graduatoria, ma in base alla decisione della singola scuola.

Se a questo si aggiungono 200 milioni di euro tolti alla scuola pubblica (in particolar modo alle università) e dati alle scuole non statali, dunque private (che non hanno bisogno di fondi, perché gli studenti pagano una retta annuale), è chiaro come, tra poco, chiunque voglia dare al proprio figlio un’istruzione decente debba avere molti soldi, perché potrebbe trovarla solo nelle scuole private.

L’istruzione pubblica è alla base di ogni nazione civile, un popolo ignorante è più facile da manipolare e ogni cittadino ha il diritto di essere istruito, sia egli ricco o povero, ha il diritto di cambiare il proprio status e di decidere del proprio futuro.

Scioperi e occupazioni non sono un modo per non far lezione, sono l’unico modo per far sentire la nostra voce a chi la ignora da anni, a chi è seduto tranquillamente su una poltrona e riceve da noi tutti i soldi necessari per mandare i propri figli in una scuola privata.

Siamo i primi a essere colpiti e gli ultimi a essere ascoltati, ma se tutto ciò non basta, non ci resta che alzare la voce.

E per alzare la voce c’è bisogno dell’impegno di tutti, non solo di studenti e insegnanti, ma anche dei genitori che guardano e non si rendono conto che con il loro silenzio stanno negando ai propri figli un diritto fondamentale.

Se l’Italia non è mai stata unita, c’è sempre tempo per cambiare.

Il popolo è sovrano, ma che sovrano potrà mai essere un popolo ignorante?

giovedì 1 novembre 2012

Manuale di sopravvivenza per aspiranti biologi marini -Lezione 1

Inauguro con questo post una serie di lezioni semiserie per chi, come me, insegue questa piccola chimera di voler laurearsi in biologia marina.
Se è ancora rimasto qualche folle  giovane di buona volontà come me, saprà benissimo che dire in pubblico di voler studiare biologia marina è come dichiarare di voler mettersi a contare le stelle una a una con le dita. Si passa da una faccia così O.O  a una così xD a tante altre, che vi illustrerò in una rubrica a parte.

Come sopravvivere?
Tenete conto che lotto con queste avversità da ben dieci anni, quindi ho sviluppato qualche tecnica di difesa, e se sono ancora qui, ferma e convinta, probabilmente funzionano.

Lezione numero 1. Valutare il proprio interlocutore.

Questa è una tecnica che va affinata col tempo, difficilmente ci riuscirete alla prima botta. Ovviamente, a mamma e papà credo che sia doveroso dirglielo, di voler fare una scelta del genere.

Nota: questo post non suggerisce di nascondere il proprio sogno, ma di evitare perdere tempo.

Come avrete ben capito, quando si parla del futuro con un'altra persona (specialmente se sconosciuta o semplicemente conoscente) bisogna tastare il terreno.
Utilizzate tutti i mezzi a vostra disposizione: chiedete con noncuranza cosa ne pensa di alcuni studi, informatevi sui suoi o su quelli dei suoi figli, controllate se ha una mentalità aperta (e deve averla abbastanza aperta), insomma, analizzatela.

Nel caso i risultati dell'analisi vi portino a fidarvi di quella persona, alla fatidica domanda "cosa vuoi fare dopo?" potrete rispondere tranquillamente.

Nel caso non vi sentiate sicuri, non immolatevi per la patria, siate vaghi! Succede a volte che si pensi "E' il mio sogno, non mi importa nulla, lo dico". L'ho pensato anche io. E spesso l'ho fatto. Ma poi ci si ritrova in una delle spiacevoli situazioni di cui parlavo sopra, e bisogna avere altri mezzi per contrastarle.

Mezzi che vi illustrerò nelle prossime lezioni.

Prima di allora, esercitatevi a riconoscere le persone. In casi negativi, non perdete tempo, vi avvelenate e basta.

Alla prossima!