mercoledì 11 settembre 2013

I fuochi d'artificio no?

Eccomi qui, come promesso, con un post, nonostante la mia natura abbastanza tranquilla, molto polemico.
Si tratta della grindadràp, o, per usare l'italiano, caccia alle balene.

Premessa importante
Non sono estremista e sono onnivora, e non ho nulla in contrario alla caccia che abbia come scopo il rifornimento di cibo.
Allora qual è il problema?
Il problema è la caccia per tradizione. Per divertimento.
La caccia alle balene che si svolge ogni anno alle isole Far Oer provoca dalle 1000 alle 3000 vittime, di cui la maggior parte globicefali, delfini socievoli e dolci che ogni anno si avvicinano alle coste.

Chi?
Gli abitanti delle Far Oer. Agli stranieri, infatti, non è possibile assistere alla "festa", mentre ai bambini sì, dato che in questi giorni le scuole sono chiuse.
Perché?
La motivazione ufficiale è riprendere la tradizione che dura da 1200 anni. Peccato che 1200 anni fa i globicefali servivano per l'economia delle isole, in quanto utilizzati in ogni loro parte. Ora le Far Oer hanno una buona economia, ma soprattutto non si nutrono quasi più di globicefali, in cui è presente anche un'alta concentrazione di mercurio. Inoltre, dubito fortemente che utilizzino ancora lampade a grasso di balena, no?
In che modo?
Ecco, qui siamo al punto dolente.
La teoria ci dice che ogni globicefalo viene avvicinato e vine praticata un incisione che lo stordisce in 5-10''. In realtà molti di questi cetacei vengono arpionati e trascinati mentre si contorcono, molte mamme vengono aperte e i feti sono cacciati vivi dalle pance, la costa si tinge di rosso e risuonano le urla dei delfini.


Dov'è il problema?
I problemi principali sono due.
Il primo è il fattore crudeltà che sì. distingue una semplice caccia da una festa nazionale. E visto che ci siamo, da qualche parte nel mondo sarà tradizione uccidere un tot di bambini, perché non la manteniamo? Qual è il problema di festeggiare con litri di sangue e carne buttata ai gabbiani? Cosa che ne importa se un globicefalo strilla per uno o due minuti in preda al dolore?
Se ora proponessi di prendere una donna incinta e sventrarla, però, comincerebbe il finimondo.
L'altro è che i globicefali sono una specie che vive fino a 50 anni, le femmine raggiungono la maturità a 7 e non hanno un tempo di riproduzione breve.
Per cui una caccia così spietata, senza misura, può portare effettivamente la specie all'estinzione. E se a noi i globicefali possono sembrare del tutto inutili, essi sono una parte importante della catena alimentare.



Cosa si può fare
Parlarne, prima di tutto. La grindadrap passa il più delle volte inosservata, anche perché, come già detto, agli stranieri non è permesso assistere.
Sostenere le associazioni animaliste; tra tutte, io come al solito segnalo Sea Shepherd, perché sono dell'opinione che l'azione valga più della teoria.
Molte associazioni sostengono il boicottaggio dei prodotti danesi: io, in tutta sincerità, non so fino a che punto quest'azione influisca sulla grindadrap.


Concludo dicendo: la "tradizione" non può essere osservata con una bella festa, con giochi e fuochi d'artificio?

venerdì 23 agosto 2013

Dell' (in)utilità di questo blog

Ebbene sì, sono risorta dal profondo degli abissi, anche se non se n'era accorto nessuno, per cercare di dare un senso a questo blog.
Una gran parte dell'utenza virtuale infatti si concentra sui blog letterari (questi ultimi divisi in chi ha la fortuna di leggere sempre cose meravigliose e chi invece non trova mai nulla di suo gusto, pare) e blog personali.
Il mio, in questo contesto, appare del tutto inutile.
E forse lo è, lo metto in dubbio. Non nego che il blog è nato come un esperimento, io non sono tipo da blog, più che altro detesto parlare troppo e scegliere da sola di cosa parlare.
Io sono convinta però che nulla sia totalmente inutile. Non indirizzo nessuno a leggere questo o quel libro, o a non leggerlo, o cose simili, ma effettivamente questo è un blog sulle mie passioni: i viaggi, la biologia marina, la scrittura.
Alternandoli con alcune opinioni su cose che mi stanno a cuore, parlerò di questi tre argomenti.
Se poi risultano utili a qualcuno, tanto meglio, ovviamente.
Per cui riprenderò a scrivere sul blog, visto che non faccio nulla di male, e metto anche una piccola lista dei prossimi post.

1)La strage dei globicefali nelle isole Fær Øer 
2)Sulle opinioni (come darle senza farsi mandare a quel paese)

domenica 6 gennaio 2013

Manuale di sopravvivenza per aspiranti biologi marini(e non solo) 2


E così avete deciso che persona a cui avete confidato il vostro sogno era meritevole di fiducia, oppure i vostri genitori/amici, senza malizia, hanno risposto per voi?

Ma qual è stata la reazione alla scioccante notizia?

Di seguito riporto alcuni dei casi che sono capitati a me e nel prossimo post spiegherò come affrontarli.

Caso Numero 1

Il vostro interlocutore vi guarda con un sorrisetto malizioso e sarcastico, si trattiene, in realtà gli si legge benissimo in faccia che sta per scoppiare a ridere, forse non ha nemmeno idea di che cosa stiate parlando, ma la cosa di per sé gli appare talmente divertente che no, proprio non riesce a togliersi quel sorrisino fastidioso dalla faccia!

Vi chiederà sicuramente quali sono le sedi, ma soprattutto quali gli sbocchi professionali. Alcuni hanno anche il coraggio di chiedervi come mai è nata questa passione, ma questa è più una domanda da Caso Numero 2.
                                                            Faccia da Caso Numero 1
 

Caso Numero 2

La persona con cui state parlando appare molto interessata, è una cosa che probabilmente non le è capitato spesso di sentire e dunque le interessa, quindi dopo le domande di circostanza vi chiederà sicuramente come vi è venuta in mente quest’idea, che le sembra bellissima, ma in realtà mai e poi mai vi suggerirebbe, sempre per la questione degli sbocchi professionali. Ogni volta che la incontrate di nuovo vi chiederà ancora per una volta se siete decisi, se proprio non avete trovato altro, e annuirà senza parlare, sorridendovi maternamente.

Nei casi più estremi vi presenterà ad altre persone proprio con quest’argomento, che veramente, le interessa davvero tanto!

                                      Sì!Lei, proprio lei vi dico! Vuole fare Biologia Marina!


Caso Numero 3

Alla vostra affermazione, più o meno sicura, le persone del Caso Numero 3 rispondono con un “Ah.” Oppure con una faccia così  =_____=

Questo perché non hanno la benché minima idea di quale sia questo lavoro, né in quali valli sperdute ve lo siate andato a cercare: si riconoscono perché vi richiedono continuamente il nome della facoltà, oppure parlandone (soprattutto con altri) sbagliano il nome. Per il mio caso, ho raccolto Biotecnologie Marine e Biologia Marittima. Ma sono certa che ce ne sono molte altre.

I Casi Numero 3 sono probabilmente la categoria più insignificante, non capendo, appunto, quello che dite. In ogni caso ritrovarsi una faccia ebete che ti fissa per 3 minuti senza sapere che dire non è certamente la migliore sensazione di questo mondo.
 
                                               Non capisco di cosa diamine stia parlando

 

Caso Numero 4

Non c’è un metodo specifico per descrivere la reazione di un Caso Numero 4. Semplicemente, per lui state sbagliando tutto: state sprecando forze e speranze in un progetto inutile e soprattutto senza grandi possibilità economiche, voi che andate così bene in questo e in quello, perché mai intestardirsi tanto su una stupidaggine del genere? Cambiate strada, avete un gran talento, sareste un grande medico/insegnante/giornalista/avvocato/allevatore di Pangolini Nani del Borneo. Tutto fuorché quello, insomma, cosa vi siete messi in testa? Ecco, questo è un Caso Numero 4.

Perché lo fai, disperata ragazza mia? recitava una canzone..

 

Tutti i casi raccolti in questo post (casi che mi sono accaduti ripetutamente realmente) sono stati raccolti nell’ambito della Biologia Marina, ma credo che qualsiasi lavoro fuori dall’ordinario causi reazioni del genere. Voi ne conoscete altre?